L3 - Razionalizzazione dei procedimenti di bonifica ambientale

Quella delle bonifiche è una sfida fondamentale per il nostro Paese per l’importanza che ha oggi il risanamento ambientale, il riutilizzo di vaste zone industriali, lo sviluppo odierno del tessuto produttivo e il rilancio dell’impresa, anche infrastrutturale, a partire da quella portuale.

Oggi, grazie alle ingenti risorse dei Fondi Strutturali e dello Sviluppo e Coesione, indirizzati anche alla riqualificazione ambientale dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) ed ai processi di bonifica che fino ad oggi hanno rappresentato un gap tra sostenibilità ambientale e/o sanitaria e sviluppo economico, si possono programmare interventi di promozione, protezione, conservazione e miglioramento del capitale naturale nell’area dell’Unione Europea, attraverso azioni orizzontali per tutta la pubblica amministrazione e funzionali al rafforzamento della governance multilivello dei programmi di investimento pubblico. E i SIN, 39 attualmente, che rappresentano aree molto critiche del nostro Paese, soprattutto perché ricadono all’interno di importanti superfici produttive attive, dismesse e/costiere, hanno oggi le risorse necessarie per una programmazione di lungo periodo che crei le basi per la riqualificazione ambientale delle aree compromesse. Programmazione che non può non partire dall’efficacia ed efficienza delle procedure tecnico-amministrative che disciplinano l’intero processo di bonifica.

E’ a questo che risponde la Linea di intervento L3 “Razionalizzazione dei procedimenti di bonifica ambientale”, finalizzata ad ottimizzare la gestione dell’intero processo di bonifica delle aree SIN, attraverso azioni di accompagnamento degli Enti e Amministrazioni nel superamento delle criticità e di avvio di un lavoro congiunto con quelle Regioni che hanno inserito gli interventi di bonifica nei rispettivi Programmi Operativi regionali relativi al periodo di programmazione 2014-2020. Le azioni prevedono incontri tecnici, sessioni di lavoro, scambi, eventi e attività di affiancamento. Ogni iniziativa viene realizzata dal Ministero per il tramite della società in house Sogesid SpA, individuata quale soggetto attuatore del Progetto.

Sono tre gli ambiti di intervento della Linea3:

La A3.1 riguarda l’identificazione e diffusione di best practices nella gestione dei SIN, con particolare attenzione ad un uso più efficiente delle risorse economiche, ottimizzare i tempi, semplificare le procedure relative alle diverse fasi in cui è articolato il complesso iter di bonifica, anche attraverso definizione di accordi di programma tra tutti i soggetti coinvolti, accordi transattivi/compensativi tra Enti e soggetti privati interessati, nonché condivisione di protocolli operativi con Associazioni Economiche locali, ISS e Agenzie. A partire dal 2020, dall’implementazione della A3.1 e da una “rilevazione dei fabbisogni sopraggiunti” come dichiara il PAE 2020 del Progetto MIR, le attività della L3 A3.1 riguarderanno anche altri SIN, compresi quelli oggetto di interventi finanziari a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC). L’approccio fortemente innovativo utilizzato per il SIN di Venezia-Porto Marghera, potrà, così, essere replicato in altri poli produttivi strategici di interesse nazionale. Ma non solo. Un’altra novità introdotta grazie al lavoro di implementazione e il carattere evolutivo delle azioni di accompagnamento della A3.1, riguarda la possibilità di trasferire buone pratiche diverse da quella di “Venezia Porto Marghera”, tenendo comunque fermo il criterio per cui tutti i parametri assunti per identificare una “nuova buona pratica” da diffondere e declinare in altre realtà territoriali e/o amministrative, siano approfonditi e resi espliciti, anche in corso d’opera.

La A3.2 prevede la realizzazione di una banca dati relativa alla bonifica dei SIN, funzionale sia ad un monitoraggio trasparente ed aggiornato sia alla gestione stessa dei procedimenti, previa raccolta, verifica e sistematizzazione delle informazioni tecniche, amministrative ed economiche.

La A3.3 riguarda l’applicazione del principio comunitario chi inquina paga, attraverso la promozione di azioni espressamente finalizzate a supportare le amministrazioni provinciali e regionali e gli attori territoriali a vario titolo coinvolti nell’applicazione del principio comunitario nell’ambito di procedimenti di bonifica.

Le attività della Linea 3 stabiliscono una serie di output di progetto (incontri tecnici, sessioni di lavoro, scambi) e un numero elevato di affiancamenti/workshop/laboratori già avviati nel corso del 2019 con approfondimenti e supporto tecnico su diverse tematiche: la ricostruzione documentale e ricognizione dello stato di attuazione dei procedimenti di bonifica in corso; il supporto e coordinamento con le anagrafi regionali dei siti oggetto di bonifica; l’analisi delle procedure tecnico-amministrative adottate dalle Province per l’individuazione del responsabile della contaminazione; l’analisi delle motivazioni delle sentenze di annullamento da parte dei tribunali regionali; la ricostruzione dello stato qualitativo e quantitativo d’insieme delle falde; l’aggiornamento e confronto sulle strategie per la gestione di casi di inquinamento diffuso; la gestione coordinata, all’interno dei SIN, di procedimenti amministrativi sovrapposti a quelli di bonifica (ordinanze di rimozione rifiuti, autorizzazioni edilizie, etc.); la verifica dei contenuti degli Accordi di Programma vigenti.

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L’affiancamento con la Regione Campania relativo ai cd. “siti orfani” tra quelli già censiti nel Piano Regionale di Bonifica della Campania, ha fornito alla Regione chiarimenti in merito alle condizioni da rispettare nell’individuazione dei siti, sulla responsabilità della Regione e si è consigliato alla Regione di avviare una interlocuzione con Province e Città Metropolitana ai fini della individuazione del responsabile della contaminazione e con i Comuni individuati quali soggetti attuatori ai fini dell’avvio delle procedure amministrative necessarie alla formalizzazione degli accordi.